Aforismi

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Le norme sono come divinità per chi le rispetta.
Quando comincio a scrivere non so cosa scriverò se non le prossime quattro o cinque parole. Le successive mi vengono ispirate da quelle precedenti e alla fine avrò scritto e corretto qualcosa di nuovo che trasformerà in una certa misura la mia mente e, di conseguenza, la mia vita.
Affinché due persone possano conversare, esse devono condividere non solo un linguaggio, ma anche modelli e regole di comportamento, rituali, valori, gerarchie, interessi, gusti, idee, sentimenti, ecc. Altrimenti di cosa parlerebbero?
Le parole servono a ricordare, a qualificare, a chiedere, a comandare, a giustificare, a raccontare, a collegare, a informare, a confondere, a ingannare.
Non possiamo non imitare. Semmai possiamo scegliere chi imitare.
Un artista è una persona capace di conferire bellezza a qualunque idea o progetto, anche a quelli più malvagi e più malsani facendoli apparire desiderabili.
L'uomo è un animale programmabile.
A volte noi umani diamo un senso in ciò che non ha senso, non diamo un senso in ciò che ha una senso, e diamo un senso diverso da quello vero a ciò che ha un senso.
L'inconscio controlla la coscienza attivando/disattivando emozioni piacevoli/dolorose.
C'è una elevata probabilità che la prossima persona che incontrerai per caso sia uno stolto.
Data l’interdipendenza degli esseri umani, ogni individuo è costantemente preoccupato del grado della sua integrazione sociale, e perciò cerca costantemente di misurarlo. La misura consiste nel riconoscimento e nella valutazione che gli altri gli dimostrano in vari modi, per esempio salutandolo, sorridendogli, accettandolo come collaboratore, come compagno di gioco, come cliente o fornitore di servizi ecc.
L'evoluzione delle specie non è finalistica, ma casuale.
Lo spirito è forte ma la carne è debole, e quanto più debole è la carne, tanto più forte è lo spirito.
Se ognuno volesse il piacere altrui oltre che il proprio, la vita umana sarebbe in generale molto più gradevole.
Se uno dice: il signor x non ha tutti i torti, chi ascolta potrebbe tradurre la frase in: il signor x ha tutte le ragioni. Perché le risposte cognitivo-emotive (automatiche) non hanno il senso della misura. Per misurare, per calcolare, ci vuole consapevolezza, razionalità, riflessione.
Per aumentare e mantenere i propri beni (materiali e immateriali) e quelli della propria comunità, occorre investire le proprie risorse (materiali e immateriali) in imprese vincenti e disinvestirle da imprese perdenti (in senso pragmatico). Questo vale per il denaro, i rapporti sociali, le ricerche scientifiche, filosofiche, psicologiche, il bene dell'umanità ecc.
Il Vecchio Testamento è fascista. Il Nuovo comunista. Per non far torto a nessuno dei due, i cristiani, a cominciare da San Paolo, sono democristiani.
Il Natale è una promessa di felicità, di fraternità, di comunità, di pace e di regali. A parte i regali ai bambini, normalmente la promessa non viene mantenuta e dal giorno dopo tutto torna come prima.
Noi siamo i modi in cui interagiamo col nostro ambiente sociale, naturale e mediatico.
Le interazioni spontanee tra due persone A e B dipendono soprattutto dalla configurazione di A nella mappa mentale di B e dalla configurazione di B nella mappa mentale di A.
Noi tendiamo a sminuire o a disprezzare ciò che non comprendiamo.
Beati gli stupidi perché non sanno di essere tali.
Il verbo essere può, e dovrebbe, sempre essere sostituito dal verbo appartenere e/o possedere. Perché "essere" significa, appunto, appartenere a qualcosa e/o possedere qualcosa.
Se potessimo controllare volontariamente le nostre reazioni emotive e i nostri sentimenti (nel senso di attivare o inibire a volontà i nostri sentimenti e le nostre emozioni) conquisteremmo il mondo, ma diventeremmo disumani. Tuttavia, suppongo che un minimo autocontrollo emotivo sia possibile per qualcuno, per brevi lassi di tempo. Potrebbe essere molto utile a scopo psicoterapeutico e di automiglioramento in quanto potrebbe farci vedere le cose, le persone, il bene e il male in modo diverso, più reale, più acuto e più profondo, non filtrato né manipolato dai sentimenti e dalle emozioni.
A mio parere, la cosa più importante per essere felici, dopo la salute, è la qualità delle proprie relazioni sociali. Una relazione sociale è tanto migliore quanto più ognuna delle parti comprende l'altra, l'accetta così com'è e tende a cooperare con essa.
Dicono che Piero Angela abbia aspettato con grande serenità la morte che stava per sopravvenire. Come lo spiegano coloro che ritengono normale e universale, per un essere umano, aver paura e angoscia della morte?
Abbiamo bisogno di essere apprezzati da almeno una persona che apprezziamo.
Il nome di una cosa non è la cosa. Ciò che la cosa sia dipende dall'esperienza che uno ne ha avuto; è pertanto qualcosa di soggettivo. E allora, quando ci chiediamo cosa sia una cosa, aggiungiamoci un "per chi". Infatti la stessa cosa è diversa, ad esempio, per uno scienziato e per un ignorante.
L'uomo è costretto a interagire con i suoi simili, ma le sue possibilità di scelta circa le persone con cui interagire e i modi in cui farlo sono molto limitate, perché presuppongono che anche la controparte sia disposta ad interagire con lui e nei modi da lui desiderati.
È passato un altro giorno. Come l'ho usato? Come mi ha usato?
Non mi interessano i dibattiti, ovvero le discussioni per dimostrare di avere ragione e che l'interlocutore ha torto. Mi interessano invece i dialoghi, ovvero le discussioni costruttive, dove ci sono molti punti interrogativi e nessun punto esclamativo; dove l'obiettivo è la comprensione reciproca, non l'accordo completo tra due persone, ma almeno l'accordo su certi presupposti.
Ognuno è schiavo e padrone della propria mente, la quale serve soprattutto a rispondere alla domanda: con chi e come mi conviene interagire?
Ognuno è influenzato dagli altri e li influenza a sua volta in misura più o meno grande. I problemi nascono quando poche persone ne influenzano tante, e quando per una persona il bilancio tra le influenze passive e quelle attive è molto sbilanciato a favore delle prime. E’ ciò che Yuval Harari chiama "irrilevanza" (sociale) dell’individuo. Quanto meno una persona è socialmente rilevante, tanto meno essa è in grado di soddisfare i propri bisogni, dal momento che la soddisfazione di questi dipende dalla reciproca cooperazione.
L'uomo è un robot sentimentale programmabile. Non può programmarsi, ma a volte può scegliere da chi farsi programmare.
Ognuno desidera (consciamente o inconsciamente) che gli altri condividano i propri sentimenti, compreso l'amore o l'odio verso certe persone o certe cose.
Le parole che udiamo o leggiamo influenzano i nostri pensieri, e questa influenza ci trasforma, nel bene e nel male. Perciò dovremmo esaminare criticamente ogni espressione linguistica che ci capita di udire o di leggere.
A mio parere, la saggezza implica la capacità e l'abitudine di esplorare, sorvegliare e valutare le risposte cognitivo-emotive proprie e altrui agli stimoli esterni e interni.
Se io decidessi di pensare e di comportarmi in modo diverso da qualsiasi altra persona, mi prenderebbero per pazzo.
Ciò che ci piace, che ci sembra giusto e che ci rassicura può non avere altro valore che il fatto di darci piacere, di rassicurarci e di farci sentire giusti. Può essere perfino nocivo, prima o poi, per noi e per gli altri.
L'eguaglianza è un valore per i meno dotati, nel senso che garantisce loro di non essere penalizzati politicamente ed economicamente per il fatto di essere meno dotati. Ovviamente non è un valore per i più dotati (mi riferisco alle doti intellettuali, economiche, fisiche ecc.).
L'umiltà è considerata una virtù perché ognuno è preoccupato di mantenere più alto possibile il suo rango sociale, Infatti ci rilassiamo quando gli altri si mostrano umili, e ci mettiamo sulla difensiva e/o offensiva quando gli altri ostentano superiorità.
La solitudine è insopportabile. Per evitarla siamo disposti perfino a farci indottrinare.
Ci hanno insegnato che Gesù è il nostro salvatore. Su questo avrei le seguenti domande che rivolgo soprattutto ai credenti:
1) Da cosa ci avrebbe salvato? 2) Ci ha davvero salvati o il salvataggio è fallito? 3) Non avrebbe potuto salvarci in un altro modo, ovvero senza farsi massacrare? 4) Chi ha voluto il suo sacrificio? 5) Chi ha beneficiato del suo sacrificio?
La vita, per chi la vive, è fatta di piaceri e dolori, desideri e paure, che la mente (conscia e inconscia) cerca di gestire come meglio può.
Mentre il genio dorme, il suo cervello disegna macchine e cattedrali.
Quando due persone s'incontrano, i loro inconsci calcolano ciò che esse condividono e ciò che esse non condividono, cosa possono condividere e cosa non posono condividere. I risultati di questo calcolo determinano le possibiltà di cooperazione tra le due persone.
Ogni verità è parziale.
Non sarò mai una persona importante, ma di una cosa mi vanto: che non mi faccio ingannare facilmente da alcuna cultura. Infatti ogni cultura è ingannevole in quanto dissimula le vere motivazioni dell'agire umano.
Per una persona che tutta la vita ha cercato di cambiare, un grande cambiamento è decidere di non cambiare.
La storia è un insieme di pochi fatti reali arbitrariamente selezionati, di interpretazioni soggettive e di semplificazioni e distorsioni di comodo.
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