Aforismi

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La competizione tra umani può assumere forme paradossali. Infatti alcuni competono per dimostrare di essere più sottomessi, più obbedienti, più servizievoli, più disciplinati e più umili di altri. Lo fanno per ottenere dei compensi o dei privilegi sociali o divini.
Uno spazio esiste solo se contiene oggetti o è delimitato da oggetti. Per oggetto intendo una composizione di massa e/o di energia.
Il bambino scopre il mondo senza aspettarsi nulla. Per questo è così ricettivo.
La storia della schiavitù dovrebbe farci riflettere sulla natura umana e sulla relatività della morale.
Se l'uomo non fosse egoista non ci sarebbe bisogno di una morale.
Anche da adulti, restiamo inconsciamente bambini in cerca di genitori.
La mente consiste in una rete di relazioni tra ricordi, concetti, sentimenti, e motivazioni.
La vita è basata sull'interazione e la riproduzione.
Relazioni e interazioni, nient'altro che relazioni e interazioni!
Trovare un senso in cose senza senso (come i fenomeni casuali) non è segno di intelligenza, ma di stupidità.
Quando con la razionalità non riesce a risolvere i propri problemi, l'uomo ricorre all'irrazionalità. Come dice la canzone: proviamo anche con Dio, non si sa mai..
Il carattere di un essere umano consiste nelle cose che lo fanno soffrire in quelle che lo fanno godere.
Il piacere non può essere catturato.
Prima di cominciare a cambiare una mente, bisogna sapere come è fatta e come funziona.
Ad ogni cambiamento sociale cambiano valori e gerarchie.
Socializzare consiste nel condividere qualcosa.
L'uomo è schiavo di se stesso, cioè del proprio corpo, delle proprie memorie, delle proprie logiche.
Dicono che Piero Angela abbia aspettato con grande serenità la morte che stava per sopravvenire. Come lo spiegano coloro che ritengono normale e universale, per un essere umano, aver paura e angoscia della morte?
Se è vero che l'uomo è un animale sociale, esso ha una profonda paura (conscia o inconscia) di essere escluso dalla società. Infatti gran parte del suo comportamento è motivato dalla ricerca della sicurezza contro il rischio dell'esclusione sociale.
L'uomo è programmato, ma il suo programma si aggiorna continuamente.
Ogni scelta comporta la non scelta delle opzioni alternative.
Io ho bisogno degli altri, ma gli altri non hanno bisogno di me. Questa è la tragedia dell'umanità.
Se è vero, come io penso, che l’uomo abbia un profondo bisogno di appartenere a cose più grandi, più forti e più durature di se stesso, allora c’è da aspettarsi che egli provi un grande piacere quando tale appartenenza si realizza (realmente o illusoriamente, oggettivamente o immaginariamente, fisicamente o logicamente), e che provi una grande sofferenza quando tale appartenenza si dissolve o viene negata da altri umani.
Tutto ciò che facciamo e non facciamo, diciamo e non diciamo, pensiamo e non pensiamo, conosciamo e non conosciamo, sentiamo e non sentiamo, desideriamo e non desideriamo, ci qualifica socialmente.
Qualcuno chiede perdono per il male che ha fatto. Nessuno per il bene che non ha fatto.
Per cambiare (scopo della psicoterapia) bisogna superare la paura inconscia di cambiare.
Quando non possiamo o non desideriamo interagire con persone reali, interagiamo con persone interiorizzate. Il passaggio dal primo al secondo tipo di interazione è segnato dalla tristezza e dalla frustrazione di non poter interagire con persone che ci piacciono in modi che ci piacciono.
Il popolo ama il populismo.
Né il tema di una conversazione, né il suo livello di profondità, possono essere imposti ad un interlocutore.
Un ateo e un credente avranno sempre idee inconciliabili sulla religione. Ognuno pensa che l'altro non sia abbastanza intelligente per capire come stanno veramente le cose e ogni discussione in tal senso è inutile.
La verità è un'opinione.
Tutto ciò che si ripete tende a diventare automatico.
Amore: mistero, mito, desiderio, bisogno, fortuna, dovere, diritto, volontà, emozione, promessa, dolore, piacere, premio, castigo, inganno, attrazione, sogno, illusione... Ognuno lo vede a modo suo.
Dato che la nostra felicità dipende molto dalla qualità delle nostre relazioni sociali, dovremmo spesso chiederci cosa ci conviene fare e cosa non fare (e quindi cosa cambiare) per migliorare i nostri rapporti con gli altri.
Così come in musica ci sono musicisti virtuosi, altri mediocri, e persone stonate, così in tutte le altre attività della vita umana, tra cui quella di pensare.
Il problema è sempre la mentalità della gente, che è causa ed effetto di sé stessa.
È difficile comprendere ciò che ci disturba o ci repelle.
Le cose non sono come appaiono, e non possiamo sapere cosa siano veramente se non in termini di elementi che le compongono, i quali, però, a loro volta, non sono come appaiono.
Così come l'organismo distrugge i neuroni inutilizzati, la psiche rimuove i bisogni la cui continua frustrazione è eccessivamente dolorosa.
Ogni umano è causa di piaceri, dolori, desideri e paure per altri umani. Questo fatto dovrebbe essere il fondamento della morale.
Conoscere a fondo qualcosa o qualcuno significa poter prevedere il suo comportamento in tutte le condizioni possibili.
Gli altri ci classificano per ciò che facciamo e non facciamo, diciamo e non diciamo, pensiamo e non pensiamo, abbiamo fatto e non abbiamo fatto, vogliamo fare e non vogliamo fare, abbiamo e non abbiamo, sappiamo e non sappiamo, e ci trattano di conseguenza.
Grazie alla psicologia vedo conflitti interni ed esterni che prima non vedevo, e posso gestirli razionalmente e con poca ansia.
Non credo che un’anima possa esistere al di fuori di un corpo, come invece pensava Platone. Per me l’anima è il software del corpo, cioè la sua mente conscia e inconscia, che si forma e si sviluppa nel corpo a partire dal codice genetico, e si dissolve con la sua morte.
È interessante osservare come la questione dell'esistenza di Dio e della validità/invalidità del pensiero religioso siano oggetto di discussioni lunghe e appassionate tra due campi avversi. È una faccenda che sta molto a cuore sia dei credenti che dei non credenti, perché ne va della loro reputazione e autostima, della loro posizione nella gerarchia dell'intelligenza.
Siamo conformisti al punto tale che se vogliamo differenziarci dobbiamo farlo secondo comuni modelli di differenziazione.
Il saggio non è colui che sa di non sapere, ma colui che sa di essere stupido.
La mente chiese al resto del corpo: "Come posso servirti?" Il resto del corpo rispose: "Resta in ascolto degli ordini che ti comunicherò mediante il piacere e il dolore; nel frattempo esplora la natura, studia la cultura, cerca la saggezza, conoscimi, impara a giocare, fammi giocare con gli altri, gioca con te stessa, divertiti, fammi divertire e proteggimi."
L'uomo è vittima di altri uomini e di se stesso.
Dove la sincerità viene punita, la verità fa paura.
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