51 di 4645 aforismi scelti a caso e ordinati per lunghezza
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Capire è prevedere.
Capire serve ad orientarsi.
Sapere non significa capire.
Ho capito che non avevo capito.
Non si può capire ciò che non si conosce.
È difficile capire bisogni diversi dai propri.
Certe persone non capiscono ciò che sanno.
Capire è mettere in relazione le cose sapute.
Dobbiamo sforzarci di capire chi non capisce.
Se gli altri non ti capiscono, cerca tu di capire loro.
Prima di criticare una tesi, assicurarsi di averla capita.
Non puoi capire il nuovo se non hai capito il vecchio.
Non dire ciò che pensi a chi non è in grado di capirlo.
Di una persona possiamo capire solo ciò che ci è affine.
È difficile comprendere ciò che ci disturba o ci repelle.
Comprendere per interagire, interagire per comprendere.
Non puoi capire te stesso se non capisci gli altri, e viceversa.
Per capire una persona non devi usare la tua logica, ma la sua.
Per comprendere un altro bisogna immaginare di essere come lui.
Capire un discorso non implica essere d'accordo con il suo contenuto.
Molti pensano che ciò che non capiscono sia generalmente incomprensibile.
Comprendere una persona non implica condividere ciò che essa dice o pensa.
Non si comprende ciò che si disprezza, e si disprezza ciò che non si comprende.
Comprendere una cosa significa trovarle un posto nella propria visione del mondo.
Comprendere l'incomprensibile è sintomo di una malattia mentale o di una illusione.
La maggior parte della gente pensa che ciò che non riesce a capire non sia importante.
Comprendere un fenomeno significa prevedere gli effetti delle cause che lo riguardano.
Se uno non vuol capire una certa cosa è perché non capisce che capirla potrebbe essergli utile.
Io non voglio capire tutto poiché non posso capire tutto, ma voglio capire tutto ciò che posso capire.
Ognuno crede di capire tutto ciò che può capire, e che tutto ciò che non capisce sia incomprensibile.
Un essere umano non può capire il mondo oltre un certo livello che dipende dal suo livello di intelligenza.
Se vuoi farti benvolere da qualcuno non dire cose troppo elevate rispetto alle sue capacità di comprensione.
La maggior parte della gente è talmente occupata a vivere la sua vita che non ha il tempo per cercare di capirla.
Se non capiamo un discorso forse è perché esso ne presuppone altri che non conosciamo o che non condividiamo.
Ogni cosa ha un senso, anche se non lo capiamo. Il nonsenso non esiste, è la giustificazione di chi non riesce a comprendere.
Meglio rivolgersi agli sciamani, visto che i medici sono tutti pagati dalle multinazionali del farmaco. Molti la pensano davvero così.
Il maggior limite di ogni essere umano è l'incapacità di conoscere i propri reali limiti intellettuali, ovvero di sapere cosa non può capire.
Se io ti parlo di un concetto filosofico e tu capisci immediatamente ciò che ti dico, vuol dire che non ti sto dicendo nulla che tu non sapessi già.
A volte non riusciamo a capire un discorso semplicemente perché è falso. Non comprendere una falsità ci salva dall'essere ingannati e dal propagare l'inganno.
Ciò che più desidero capire è il senso (cioè la logica) di ogni comportamento umano, anche di quelli che mi sembrano più insensati, più terribili, più repellenti.
Per capire la realtà abbiamo bisogno di modelli astratti di fenomeni. Infatti capire un fenomeno significa associare un certo avvenimento ad un certo modello, cioè ad una certa classe, di fenomeni.
Tutto ciò che avviene, specialmente negli esseri viventi e tra di loro, è il risultato di logiche più o meno complesse di cui capiamo (bene o male) solo alcuni aspetti o che sono da noi del tutto incomprese.
Cosa intende chi dice "ho capito"? Secondo me per molti capire significa semplicemente assimilare un concetto nella propria visione del mondo, la quale può essere più o meno realistica e più o meno ingenua.
Criticare è un diritto e un dovere, se si vuole migliorare la società. Tuttavia prima di criticare bisogna comprendere, perché non ha senso criticare ciò che non si comprende. La "comprensione critica" è l'atteggiamento ideale.
Capire un'idea significa riuscire a spiegarla usando i propri schemi e le proprie categorie mentali. Un'idea incompatibile con i propri schemi e le proprie categorie mentali risulta incomprensibile finché questi non cambiano fino al punto di comprenderla.
Per comprendere una persona occorre immaginare di essere quella persona e di agire per soddisfare i suoi bisogni, desideri e interessi, secondo le sue esperienze e conoscenze. Per riuscirvi occorre mettere da parte i propri bisogni, desideri, interessi e le proprie esperienze e conoscenze.
A volte, per comprendere una configurazione di cose, persone, eventi e relazioni che ci appare incomprensibile, basta aggiungere ad essa un ulteriore elemento particolare, che in tal caso può definirsi "elemento chiave". Quando non riusciamo a comprendere qualcosa, cerchiamo dunque l'elemento chiave mancante.
Se il mio interlocutore non mi capisce ci possono essere varie possibili cause, anche concomitanti, come le seguenti:
1) mi sono espresso male;
2) ho detto cose false o assurde;
3) il mio interlocutore non è abbastanza intelligente o istruito per capirmi;
4) il mio interlocutore mi detesta;
5) il mio interlocutore non mi ascolta o mi ascolta solo in parte.
Per capire certi comportamenti umani per noi incomprensibili o repellenti, forse è sufficiente questo semplice esperimento mentale: immaginare di avere un pulsante premendo il quale per un certo tempo vengono inibiti il proprio senso critico e la propria capacità di rilevare incoerenze logiche, e premere tale pulsante ogni volta che non capiamo il comportamento di una o più persone o ne siamo disgustati.
Quando sentiamo un discorso, se supponiamo a priori che esso sia sensato, logico, fondato e plausibile, ci sforziamo di comprenderlo, e alla fine necessariamente lo comprendiamo facendo, se necessario, forzature, omissioni, salti illogici, distorsioni, e/o attribuendo significati arbitrari e di comodo alle parole usate. Se invece non escludiamo, sin dall'inizio, che quel discorso possa essere falso, illogico e/o assurdo, allora non abbiamo bisogno di forzature, omissioni, salti illogici, distorsioni o di attribuire significati arbitrari alle parole, e forse per buone ragioni non comprendiamo quel discorso se esso è alla fonte falso, infondato, illogico o insensato.
Paradossalmente, per essere comprensivi e non sprezzanti nei confronti di una persona che si comporta in modo immorale o stupido bisogna sentirsi superiori ad essa. Perché se io penso di essere più intelligente, più colto, di avere una maggiore conoscenza della natura umana, di me stesso e della società, di avere un maggior senso di responsabilità, di avere una maggiore capacità di capire le cause e le conseguenze del mio comportamento, allora posso "comprendere" che quella persona commetta errori morali e intellettuali che io non commetterei. Ma se invece penso che quella persona sia dotata quanto me o più di me in tutte quelle cose che ho detto sopra, come posso tollerare che si comporti in un modo che io ritengo immorale o stupido?
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