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Chi cerca la verità ottiene la guerra, perché la verità ha tanti nemici.
Finché la ricerca della cosiddetta Verità è un fatto privato che non coinvolge il prossimo, non ci vedo problemi. Quando invece qualcuno cerca di convincere altre persone a credere in una certa Verità, ci vedo un dissimulato tentativo di dominazione dell'uomo sull'uomo.
Io penso che la verità oggettiva esiste, ma che ognuno può vederne solo una minima e diversa parte.
Dire a una persona che ciò in cui crede è falso equivale a dirle che essa funziona male. Insomma è una offesa grave.
Noi umani tendiamo a credere vere le narrazioni che suscitano in noi emozioni piacevoli, e false quelle che suscitano in noi emozioni dolorose.
La verità oggettiva esiste ma è inconoscibile. L'arte di vivere (ovvero la saggezza) consiste dunque nella capacità di conciliare la propria verità soggettiva con quelle altrui.
La felicità è più importante della verità. La falsità rende parzialmente felici alcuni e infelici altri. Perciò la società è così falsa e infelice.
Quanto c'è di vero nelle storie che ci hanno raccontato?
Quand'ero bambino credevo che il bello, il buono e il vero fossero la stessa cosa. Da adulto ho capito che sono qualità indipendenti.
La cosiddetta verità è solo un'ipotesi non ancora smentita dai fatti, che vale solo in certi casi e a certe condizioni.
Quasi nessuno è interessato alla verità e alla giustizia se non ne ricava qualche vantaggio.
Omettendo parti della realtà si può dimostrare qualsiasi tesi.
Verità non coincide con bontà. Una verità è buona se ci aiuta a risovere i nostri problemi (specialmente per qunto riguarda i rapporti con gli altri), cattiva se è sfavorevole in tal senso.
Siamo circondati, sommersi da falsità, a cominciare dalla pubblicità commerciale, dalla propaganda politica, dal proselitismo religioso e dalle opinioni delle masse amplificate dai social media. È difficile difendersi da tante falsità senza isolarsi.
La rivelazione di una verità può essere più o meno conveniente per qualcuno. Per questo ci sono persone che cercano di occultare certe verità e persone che cercano di rivelarle.
Ci sono due tipi di falsità: quelle che affermano l'esistenza di qualcosa che non esiste, o l'inesistenza di qualcosa che esiste, e quelle che considerano una parte della realtà affermando che sia la sola rilevante, ignorando o nascondendo altre parti che contraddicono le loro affermazioni.
La verità che possiamo capire è sempre parziale, un frammento della verità totale che la nostra mente non è in grado di afferrare per intero. La mente costruisce e usa mappe della realtà, e una mappa non è il territorio che rappresenta. La mappa "segna" solo acuni aspetti del territorio facendone astrazione. Continuiamo dunque a cercare "la" verità, ma senza illuderci di trovare altro che frammenti di essa, che ognuno completa con la sua fantasia.
È disonesto (se non stupido) far passare per verità o fatti ciò che è solo interpretazione.
Un proverbio dice che "il medico pietoso fa la piaga puzzolente". Lo stesso si potrebbe dire del filosofo e dello scienziato in cerca della verità, perché questa non ha nulla a che vedere con la pietà, né con la bontà, né con la bellezza.
Ogni cultura è un miscuglio di verità e falsità. Il nostro compito è quello di distinguere le prime dalle seconde.
Il fatto che una notizia confermi le tue opinioni non significa che sia vera.
La ricerca della verità non è un obiettivo prioritario dell'uomo. Infatti l'uomo cerca la verità non per la verità in sé, ma cerca quelle verità che possono essergli utili per risolvere problemi, per competere, o per ottenere prestigio.
Non si può dimostrare la verità né la falsità di una proposizione il cui significato non sia chiaro e univoco.
La verità è un'opzione.
Più che difendere certe verità, l'uomo cerca di difendere la propria reputazione di persona intelligente e sapiente.
Troppa verità, tutta insieme, fa male a chi non vi è abituato. La verità va presa a piccole dosi.
La verità è per i più solo una convenzione.
La verità è molto più complessa e imbarazzante delle falsità. Per questo la falsità è più popolare.
La società è così falsa che solo chi sa mentire sopravvive.
La sincerità richiede coraggio.
È possibile che miliardi di persone credano a cose false? Sì, è normale.
Secondo me non abbiamo bisogno della verità oggettiva (altrimenti la società sarebbe perfetta) ma di una verità che soddisfi i nostri bisogni, una verità "aggiustata", a noi favorevole, coerente con i nostri schemi mentali. Amiamo la verità solo nella misura in cui ci aiuta a sopravvivere, a vincere i nostri nemici e a soddisfare i nostri bisogni, in particolare quello di essere accettati, rispettati e amati dagli altri. Tutto ciò che va in direzione opposta, che ci fa star male, lo neghiamo, non lo vediamo, lo mistifichiamo.
Nessuno dice tutta la verità e solo la verità.
La verità è nuda, la falsità vestita.
Ogni verità è un dettaglio di una verità più grande.
Ci sono persone che mentono sapendo di mentire e altre che mentono non sapendolo, ovvero ignorando che ciò che vedono, pensano e dicono è totalmente o parzialmente falso.
La verità è scandalosa e arrogante.
La verità consiste nella capacità di prevedere cosa avverrà a certi oggetti in certe condizioni. Per esempio, se io prevedo che lasciando libero un corpo, questo cade verso il basso, lo lascio libero e questo cade effettivamente verso il basso, il fatto che sia caduto come previsto significa che la mia previsione era vera.
La verità non è ciò che si dice, ma ciò che si fa.
Dove la sincerità viene punita, la verità fa paura.
L'arma vincente di ogni ciarlatano consiste nell'inserire qualche affermazione d'incontestabile verità e buon senso tra le falsità e le fantasie. Lo stesso vale per le sacre scritture di molte religioni.
La verità è un'opinione.
La verità è che la verità è conoscibile solo in piccolissima parte e in modo incerto.
Tra la maggior parte degli umani c'è un tacito accordo per cui nessuno vede la falsità dell'altro, né la propria. Questa è la base del rispetto reciproco e dell'autostima.
Nessuna verità, solo probabilità.
Per un essere umano molto umano l'amore, l'amicizia e/o il successo sono molto più importanti della verità.
Non dobbiamo mai escludere la possibilità che una certa persona (qualunque persona, anche quelle che ci amano) ci inganni. Perché molti ingannano inconsciamente e involontariamente se stessi e gli altri. Perché siamo tutti ingannati e ingannatori.
Il cervello è un grande simulatore.
Ogni verità è parziale.
La verità è così vasta e complessa che è impossibile vederla tutta e in tutte le sue relazioni. Ognuno ne vede solo qualche frammento, chi più, chi meno.
I credenti nelle fake news considerano fake news le denunce di fake news.
Ci sono due tipi di conoscenze: positive e negative. Le prime riguardano ciò che è vero, le seconde le false conoscenze, cioè il sapere che certe cose che certe persone affermano, è falso. Le false conoscenze sono nocive nella misura in cui ci danno false idee (o mappe) della realtà, e di conseguenza ci inducono a fare false previsioni del futuro, e a comportarci in modi per noi svantaggiosi.
Demistificare le false verità è più importante che conoscere quelle vere.
L'uomo è lacerato dal conflitto tra il bisogno di conoscere la verità e quello di nasconderla.
Il buono, il bello e il vero non sempre coincidono.
L'uomo non ha bisogno di verità, ma di condivisione di narrazioni, vere o false che siano.
Il vero è il falso sono mescolati così bene che la pura verità è incredibile.
Se la verità non fosse manipolata dagli interessi, crederemmo tutti nelle stesse cose.
Quante falsità e sciocchezze si dicono per negare e nascondere l'ignoranza, l'egoismo, la sopraffazione e la violenza!
Di tutte le cose che ogni autore ha scritto, che ogni persona ha detto, alcune sono vere, altre false, alcune utili, altre inutili, altre nocive, alcune importanti, altre non importanti. Nessuno è completamente saggio o completamente stolto.
Una verità parziale spacciata per totale è una menzogna.
Anche i bugiardi, i ciarlatani e gli stupidi, in mezzo ad affermazioni false, infondate o insignificanti, dicono cose sensate, altrimenti nessuno li ascolterebbe.
Una verità che non serve a niente è inutile.
L’uomo è valutato e giudicato dai propri simili anche in merito ai propri bisogni e ai propri desideri. Per questo è indotto ad “aggiustare” i propri bisogni e i propri desideri secondo le aspettative e le esigenze altrui, finendo per non sapere se i suoi bisogni e i suoi desideri sono autentici, innati, originali, oppure finti, copiati, artificiali, costruiti per compiacere gli altri e fare “bella figura”.
Spesso, per non offendere, bisogna nascondere la verità.
Le mezze verità sono più pericolose delle falsità totali, perché una verità parziale può nascondere falsità e lacune o essere presa per totale.
La cosiddetta verità è una variabile dipendente, funzione del punto di vista, del contesto, e dei fini.
Molto di ciò che ci viene detto è parzialmente o completamente falso, e molte cose importanti ci vengono nascoste. Queste considerazioni dovrebbero essere la base di ogni ricerca filosofica e psicologica.
Pochi riescono a sopportare la verità sulla vita e sulla natura umana.
La verità ci giudica. Per questo la temiamo.
Nei rapporti umani quello che conta non è se ciò che l'altro dice sia vero o falso, ma in che misura l'altro ci accetti, rispetti, ami, apprezzi, sostebga. Infatti tendiamo a credere che ciò che dicono le persone che ci amano sia più vero di ciò che dicono le persone che non ci amano.
Il mondo è troppo complesso per poterlo gestire razionalmente senza semplificarlo. Ma ogni semplificazione costituisce un'alterazione, ovvero un allontanamento dalla verità.
Ci sono due tipi di falsità: (1) quelle che affermano l'esistenza di qualcosa che non esiste, o l'inesistenza di qualcosa che esiste, e (2) quelle che prendono in considerazione una parte della realtà affermando che sia la sola rilevante, ignorando o nascondendo altre parti che contraddicono le loro affermazioni.
Se la verità non creasse problemi, nessuno la nasconderebbe o la combatterebbe e nessuno mentirebbe.
Sento spesso il bisogno di sbattere la realtà in faccia alla gente.
La verità è indipendente dalla moralità, nel senso che una persona buona può dire anche falsità così come una persona cattiva può dire anche verità. Per questo anche le persone cattive meritano di essere ascoltate e di ciò che dicono le persone buone è consigliabile diffidare.
Ci hanno insegnato a non mentire ma poi abbiamo imparato che dire ciò che pensiamo è sconveniente. Molti sono incapaci di gestire questa contraddizione e per questo evitano di pensare, oppure non fanno altro che infastidire gli altri svelando i loro inganni.
Le persone avvedute non dicono quello che pensano veramente, solo i pazzi e gli sprovveduti lo fanno. Per questo c'è più realtà in molti romanzi che nelle normali conversazioni.
Il mondo è così falso anche perché molti hanno paura di dire la verità, e persino di conoscerla.
La verità è pericolosa. Per questo la falsità è così popolare.
Ciò che crediamo di sapere è quasi tutto di seconda mano, cioè è ciò che qualcun altro dice, non la verità in sé.
La ricerca della verità assoluta (cioè non relativa) è pericolosa, perché presuppone che essa sia uguale per tutti, che nessuno abbia il diritto di negarla o rifiutarla, e che chi la nega è intellettualmente inferiore. È la base di ogni dittatura politica e culturale.
Ognuno ha ragione dal suo punto di vista, e i punti di vista possono essere molto diversi.
Chi esprime la verità nuda e disinteressata non è amato da coloro che non la amano.
Per la maggior parte delle persone le verità sono noiose o fastidiose, le falsità eccitanti.
Quanto più una verità è semplice tanto più è falsa. Ma anche una verità complessa può essere falsa.
Presentare come completa una verità incompleta è una falsità.
Della verità conosciamo solo qualche frammento. È impossibile conoscerla interamente.
Per i credenti in una narrazione o mitologia o narrazione non importa se ciò in cui credono sia vero, ma che ciò in cui credono costituisca un legame comunitario.
La ricerca della Verità (con la v maiuscola, da intendersi come verità assoluta, universale, eterna) è a mio avviso nociva sia quando qualcuno in buona o cattiva fede asserisce di averla trovata e la descrive per manipolare le menti degli ingenui a fini di potere, sia quando distoglie chi la cerca dall'affrontare i problemi pratici, concreti e dolorosi della convivenza, della cooperazione, della competizione tra umani, della morale, dove si possono raggiungere certe verità (con la v minuscola) utili alla soluzione di problemi, e dove si può progredire.
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