Ordinati per
  Tema
Testo
di 118 aforismiMostra come lista
Un ingrediente indispensabile della felicità e l'accordo tra la propria coscienza e il proprio inconscio.
Immagina di essere felice. Se non ci riesci, difficilmente potrai esserlo realmente.
La felicità è un fatto naturale e non si costruisce con la ragione. Tuttavia la ragione ci aiuta a individuare, e, se possibile, a rumuovere, gli ostacoli alla felicità propria e altrui.
Si può essere felici per errore, ovvero grazie a certe illusioni.
La felicità non esiste se non come mito. Invece, due cose che sicuramente esistono sono il piacere e il dolore, sia fisici che mentali.
Ricetta della felicità.
La felicità è possibile
e la ricetta è questa:
liberarsi e liberare,
capire ed esser capiti,
amare ed essere amati,
comunicare e cooperare,
e insieme giocare col caso.
Se fai x sarai felice.
Se fai y sarai infelice.
Se non fai j sarai felice.
Se non fai k sarai infelice.
A volte x, y, j e k sono la stessa cosa e in tali casi si determina ciò che Gregory Bateson chiamava "doppio vincolo", ovvero un fattore della schizofrenia.
Felicità è amare ciò che si ha, non provare invidie né gelosie, non temere il futuro, conoscere e accettare i propri limiti, poter esercitare le proprie capacità, avere buoni rapporti con gli altri e poter soddisfare a sufficienza i propri bisogni innati.
Nonostante i progressi della psicologia e della filosofia, I motivi per cui alcuni sono più felici o infelici di altri non sono affatto chiari. Alcuni pensano di conoscere tali motivi, ma non ci sono idee largamente condivise a tale riguardo.
La felicità richiede coraggio.
Se tu avessi il potere di rendere tutti gli altri più felici a scapito della tua felicità, useresti tale potere?
Il piacere (e dunque la felicità) sta nel fare, non nell'aver fatto.
La felicità non è mai garantita, va difesa e riconquistata continuamente contro le persone e le cose che vorrebbero togliercela apertamente o di nascosto.
Non posso scegliere il mio umore, dato che non uso droghe né psicofarmaci. Posso tuttavia cercare di vivere saggiamente, sperando che la saggezza favorisca il buon umore.
Vorrei essere felice per aiutare gli altri a diventarlo.
Il successo e la felicità di un individuo si misurano con la quantità di persone che lo desiderano come interlocutore, o partner, compagno, amico, amante, alleato, maestro, guaritore, guida, capo, collaboratore, giudice, consigliere, protettore, fornitore, incantatore, artista, intrattenitore, comico, ecc.
Si può essere felici sapendo che altri soffrono?
Uno degli aspetti più assurdi dell'infelicità umana è che essa è oggetto di vergogna, poiché tanto meno una persona si dimostra felice, tanto più è considerata malata o incapace ("looser") e quindi emarginata. Questo ci induce a nascondere la nostra infelicità, fino a rimuoverla nell'inconscio. Ci si può perfino illudere di essere felici per timore dell'emarginazione, o negare che si possa essere più felici di quanto uno sia.
La felicità dipende dalla saggezza, dalla salute, dai rapporti sociali e da quelli economici, e tutte queste cose dipendono dalla fortuna, perciò la felicità dipende dalla fortuna.
La felicità è un diritto, ma non una garanzia, non un’assicurazione. È una fortuna, che può essere favorita o sfavorita dal comportamento proprio e altrui.
Credere alle stesse false promesse di felicità è un fattore di coesione sociale, di condivisione, di unione, e in quanto tale è un fattore di felicità.
Se la felicità fosse un'illusione, per ottenerla basterebbe illudersi.
La felicità è una condizione in cui, nel bilancio emotivo di una persona, il piacere prevale statisticamente sul dolore.
Speranze e illusioni sono elementi fondamentali della felicità, specialmente la speranza e l'illusione che saremo più felici in futuro.
La felicità è spesso un'illusione, ma l'infelicità è una realtà.
La conoscenza della verità non rende necessariamente felici, perché la felicità è spesso basata sull'illusione.
È offensivo attribuire all'infelice tutta la colpa della sua infelicità. Infatti la colpa è triplice: prima di tutto della natura, poi degli altri, infine di se stessi.
L'infelicità è l'insoddisfazione prolungata di bisogni irrinunciabili.
A che ci serve la scienza se non ci aiuta ad essere felici? Ci aiuta a fuggire da ciò che ci fa paura, a dominare gli altri, a combattere l'ignoranza, ad evitare i pericoli e le malattie, a lavorare di meno, ecc. ma non ad essere felici. Abbiamo bisogno di una scienza della felicità.
Una felicità dura finché durano le relazioni (reali o illusorie) che la sostengono.
Felicità è poter fare, e fare, ciò che si vuole o che si deve fare.
La felicità è un processo, non uno stato.
Felicità è interagire con le persone e le cose giuste al momento giusto e nel modo giusto, ovvero soddisfacente per tutti gli interattori.
Quanto sei felice in questo momento? Sei non sei abbastanza felice, cerca di capirne la causa. Probabilmente hai un bisogno primario insoddisfatto. Cerca di capire quale, e come potresti soddisfarlo.
Prima di insegnare agli altri come essere felici, bisogna esserlo. Ma essere felici non basta per insegnare agli altri come esserlo, perché ognuno è felice e infelice a modo suo. Pensare che ci sia solo un modo per essere felici è una sciocchezza.
Se la filosofia servisse ad aumentare la felicità, gli esperti di filosofia dovrebbero essere più felici dei non esperti. Ma non è sempre così, anzi quasi mai è così.
Dover fare qualcosa, farla, e averla fatta rende felici per un po’ di tempo.
Il Natale è una promessa di felicità, di fraternità, di comunità, di pace e di regali. A parte i regali ai bambini, normalmente la promessa non viene mantenuta e dal giorno dopo tutto torna come prima.
Posso essere più felice di come sono? Probabilmente sì, ma non adesso.
Una vita «abbastanza» felice è una vita in cui i bisogni che la caratterizzano vengono soddisfatti senza troppo ritardo ogni volta che si acutizzano.
Una felicità presente ci fa dimenticare tante infelicità passate.
Si può essere realmente felici o infelici per motivi irreali.
Un placebo è una promessa di felicità che rende felice chi ci crede, fino al momento della delusione. La bellezza, la medicina ciarlatana, la propaganda (commerciale, politica, religiosa, ecc.), la fede, sono esempi di placebo. Il placebo genera speranza e fortifica, e in tal modo facilita l'autoguarigione dalle malattie.
Per essere felici è importante avere ruoli, posizioni gerarchiche, poteri e valore personale adatti a sé, e riconosciuti e accettati da un numero di persone sufficientemente grande.
Sarebbe terribile scoprire che le uniche cose ci possono far felici sono inaccettabili per gli altri.
Esistono tante ricette per la felicità. La mia è questa: fai diverse esperienze (con prudenza e senza impegnarti troppo), prova diversi modi di pensare (leggendo diversi autori), e ogni tanto chiediti quali esperienze e quali modi di pensare ti hanno reso più felice.
Per avere un momento di felicità bisogna dimenticare i dolori passati e quelli futuri.
Felicità è sentirsi amati dalle persone amate.
L'uomo passa la vita a imparare e disimparare la logica della felicità, ovvero quali situazioni, pensieri e comportamenti aumentano il suo grado di felicità e quali lo diminuiscono.
Ciò che conta per la felicità non è chi ha ragione e chi torto, le posizioni nelle gerarchie, il possesso di beni e privilegi o la conformità a certi modelli di pensiero e di comportamento, ma la reciprocità, ovvero l'utilità, l'aiuto e il desiderio reciproci tra esseri viventi.
Felici o infelici, tutti sembrano esperti di felicità.
Non è possibile essere felici se il proprio inconscio è infelice.
Ogni epoca ha le sue ricette della felicità.
Felicità è continuare ad avere ciò di cui si continua ad aver bisogno.
La felicità consiste nel soddisfare dei bisogni e nel risolvere con successo dei problemi.
La mente consiste in una rete di relazioni tra ricordi, concetti, sentimenti, e motivazioni.
Un ingrediente della felicità è la pace tra l'io cosciente e l'inconscio.
La felicità può essere basata sulla speranza o sull'illusione di una futura felicità.
La felicità è una continua sfida, continuamente, e mai definitivamente, vinta.
Per essere felici è necessario sapere (o illudersi) di essere compresi, accettati, assolti, approvati, amati da almeno una persona amata.
Non cercare la felicità, dato che non esiste. Cerca piuttosto piccoli piaceri, e cerca di evitare, per quanto possibile, ciò che ti può far soffrire.
La felicità è direttamente proporzionale all'illusione di essere tutti uguali, tutti uniti, tutti amanti gli uni degli altri, e tutti vittoriosi su coloro che non fanno parte di questa unione.
Felicità è avere energie da spendere, e spenderle.
Come possiamo insegnare agli altri a fare cose che non siamo capaci di fare noi stessi? Come possiamo insegnare agli altri ad essere felici se non lo siamo noi stessi?
Il primo requisito per insegnare ad altri come essere felici è essere felici.
Nulla ci rende più felici che la sensazione di essere uguali e uniti agli altri. Per questo tendiamo a illuderci e a illudere gli altri che siamo veramente uguali e uniti, e a tale scopo chiudiamo spesso gli occhi di fronte alle evidenti differenze e competizioni tra noi umani.
La felicità dipende soprattutto dalla fortuna. Non comprendere e non accettare questa semplice verità ci rende ancora più infelici.
La felicità è anche uno status symbol, ed è desiderata anche per questo.
La felicità dipende anche dai pensieri che pensiamo.
Felice è chi crede ad una falsa promessa di felicità, finché non scopre che la promessa era falsa.
La felicità non è la libertà dai bisogni, ma la possibilità di soddisfarli ogni giorno.
La felicità dipende in gran parte da cosa ci aspettiamo dagli altri, e il comportamento degli altri verso di noi dipende in gran parte da cosa ci aspettiamo da loro.
Uno dei mali dell'attuale civiltà occidentale è la massa di false promesse di felicità da cui siamo circondati, promesse che si contendono la nostra attenzione per venderci qualcosa o indurci a sostenere certi leader.
Felicità non è non avere problemi, ma essere capaci di risolverli.
Per raggiungere la felicità bisogna rinunciare a qualcosa, e a volte il prezzo è troppo alto.
I momenti felici sono quelli in cui un bisogno viene soddisfatto, una mancanza viene colmata, un problema viene risolto, un pericolo viene scampato, una crisi viene superata, una sfida viene vinta, un enigma viene chiarito, una giustizia viene ottenuta, un danno viene riparato, una malattia guarisce, un dolore cessa, una cosa cercata viene trovata, un sogno viene realizzato. Senza difficoltà non ci può essere felicità, ma solo noia.
Si può essere felici senza almeno la speranza o l'illusione di una relazione d'amore con qualche persona o divinità?
C'è gente che si finge felice per non dare segni di debolezza.
Se vi dicessi che sono felice fareste bene a dubitarne. Infatti potrei dirlo (e crederci mentendo a me stesso) per ostentare una mia presunta superiorità filosofica.
È più facile rendere felice chi ha poco, che chi ha molto.
Quando si è felici, le infelicità passate non contano.
Si può essere felici senza accorgersene.
Felicità è il sentimento che provi mentre stai interagendo in un modo che ritieni buono e giusto per te e per gli altri.
Forse dovremmo evitare di cercare o di creare un codice di condotta per ottenere la felicità. Forse per essere meno infelici possibile conviene in ogni momento cercare di capire cosa il nostro inconscio ci chiede di fare e di pensare, e accontentarlo, a meno che non si tratti di richieste immorali, dannose o pericolose per noi o per gli altri.
La felicità dipende molto dall'accordo e dalla cooperazione tra coscienza e inconscio.
Se improvvisamente e inaspettatamente ti senti felice, non sentirti in colpa per questo, anche se sei circondato da persone infelici. E comunque i momenti di felicità hanno breve durata.
Aver fame e trovare da mangiare rende più felici che non aver mai fame.
Il grado di felicità di un essere umano dipende soprattutto dalla qualità delle sue interazioni abituali con gli altri.
Il motivo per cui uno sta più o meno bene è estremamente complesso. Chi crede di conoscerlo, molto probabilmente si sbaglia.
Non può essere felice chi è costretto a nascondere le proprie idee e i propri sentimenti.
La capacità di migliorare consapevolmente le proprie risposte cognitivo-emotive agli stimoli esterni e interni è la qualità umana di più alto valore per la conquista della felicità, ovvero per il mantenimento di buone relazioni con gli altri e con la natura, e per la ricorsiva soddisfazione dei propri bisogni primari.
Sono felici i momenti in cui ci si sente uguali e uniti agli altri. Purtroppo quei momenti sono fugaci perché presto torna la percezione conscia o inconscia delle differenze e della competizione interpersonale.
Ognuno cerca la felicità a suo modo, usando le risorse a propria disposizione.
Quando ero bambino nessuno sentiva la mancanza di uno smartphone, nessuno ne aveva bisogno, e a nessuno veniva in mente che uno smartphone potesse renderci più felici o alleviare le nostre sofferenze. E così è stato. Infatti lo smartphone, in generale, non ci ha reso più felici né ha alleviato le nostre sofferenze anche se ha facilitato la soluzione di qualche problema.
La felicità di un umano dipende molto da cosa egli presume che gli altri pensano di lui.
Ci sono persone felici a loro insaputa. Come pure persone infelici a loro insaputa.
La felicità: per alcuni arriva inaspettata, per altri arriva dopo terribili fatiche, per altri ancora non arriva mai. Anche perché non è chiaro cosa sia e da cosa dipenda.
La felicità è uno stato emotivo di intensità variabile caratterizzato da assenza o scarsità di dolore, ottimismo e piacere connesso alla soddisfazione dei bisogni primari propri e delle persone con cui si è in relazione. Non si può essere sempre felici, ma si può essere più o meno felici momento per momento.
Un momento di felicità fa dimenticare le infelicità passate passate, e non fa prevedere quelle future.
La felicità non esiste, ma esistono momenti felici.
La felicità che alcuni cercano è un'illusione, e la felicità che alcuni trovano è una realtà basata su illusioni.
La maggior parte delle ricette di felicità e serenità che troviamo nel supermercato delle religioni, filosofie, ideologie e pseudoscienze offrono cure palliative che non risolvono il problema principale di ogni essere umano, che è quello di avere interazioni mutuamente soddisfacenti con altri umani.
Vuoi essere felice? Coltiva l'illusione che gli altri ti capiscano, ti rispettino, ti ammirino, ti vogliano bene, desiderino la tua compagnia e la tua cooperazione, e che tu sia libero di cooperare con le persone che ti piacciono, quanto, dove, come e quando ti piace cooperare.
Il pensiero che sarò felice mi rende felice, così come il pensiero che sarò infelice mi rende infelice.
Non esiste una definizione scientifica, né oggettiva, del concetto di felicità. Ognuno la definisce a suo modo. Siamo solo d'accordo, forse, che sia qualcosa di desiderabile e di desiderato.
È infelice chi si aspetta troppo dalla felicità.
La felicità è l'effetto temporaneo dell'avverarsi dei propri desideri o dell'illusione che essi stiano per avverarsi.
La felicità dipende anche da cosa ci si aspetta.
L'infelicità è brutta, cattiva e socialmente svantaggiosa. Perciò conviene illudersi o fingere di essere felici.
Esiste un bene maggiore della felicità? No, per felicità s'intende generalmente il massimo bene di cui un umano possa godere. Per i cristiani, gli ebrei e i musulmani, la felicità coincide con il Paradiso, o con la certezza che saranno in esso accolti dopo la morte. Per i non credenti, la felicità consiste semplicemente nella gioia di vivere, ovvero nell'essere soddisfatti della propria esistenza.
Se non riusciamo ad essere felici, cerchiamo, e contentiamoci, di non essere infelici.
La conoscenza, la cultura, l'istruzione non ci rendono felici né ci portano al successo, ma ci aiutano a capire perché non siamo felici né abbiamo successo.
Chi vuole insegnare agli altri come essere felici, deve prima di tutto dimostrare di esserlo.
La felicità di un individuo dipende molto da come esso si sente trattato dagli altri.
Un umano non può darsi la felicità, tuttavia può creare le condizioni per ottenerla.
Se ti capita di essere felice senza sapere perché, non ti preoccupare. Non sempre il motivo è comprensibile. Assicurati soltanto che la tua felicità non sia causata da comportamenti nocivi (prima o poi) per te o per qualcun altro.
La felicità ha un costo che non è uguale per tutti.
La nostra felicità dipende dalla qualità dei nostri rapporti con gli altri. A sua volta, la qualità dei nostri rapporti con gli altri dipende dalla qualità delle nostre menti. Perciò per essere più felici dobbiamo migliorare le nostre menti affinché i nostri rapporti con gli altri possano migliorare.
118 di 118 aforismiMostra come lista