5153 di 5153 aforismi scelti a caso e ordinati per lunghezza
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Ognuno sceglie i maestri adatti a sé.
Ognuno vorrebbe controllare ogni altro.
A ognuno piace fare ciò che sa far bene.
Chi oserà dire che l'uomo medio è mediocre?
La libertà di amare implica quella di non amare.
I folli desiderano condividere con altri le proprie follie.
La schiavitù può essere confortevole, perfino piacevole.
Ognuno aspetta segretamente il suo momento di gloria.
La morale dei forti è incompatibile con quella dei deboli.
La verità è pericolosa. Per questo la falsità è così popolare.
Si può perdere una guerra anche senza perdere alcuna battaglia.
Chi teme di contraddirsi non potrà mai scrivere una buona poesia.
Non sono le persone in sé ad essere nevrotiche, ma le relazioni tra di esse.
Il pacifismo rende la gente vulnerabile e facilmente dominabile dai guerrafondai.
Cercava sempre di migliorare, non capendo che proprio per questo non era amato.
Non so se sia meglio ingannare gli altri consapevolmente o farlo inconsapevolmente.
Le parole possono far bene e possono far male. Possono far ammalare e possono guarire.
La psicoanalisi è troppo importante per lasciare che se ne occupino solo gli psicoanalisti.
l'amore non è un fine, ma un mezzo. Tuttavia, come ogni mezzo, può diventare un fine.
Se una proposizione non l'hai capita, non puoi essere né d'accordo nè in disaccordo con essa.
Ragionare o non ragionare, questa è una scelta che ogni umano fa inconsciamente in ogni momento.
L'intelligenza emotiva è la capacità di comprendere e conciliare i bisogni e i desideri propri e quelli altrui.
Pubblicare un testo significa esporsi all'ostilità di tutti coloro che non sono d'accordo con il suo contenuto.
I preti dicono cose sensate e utili miste a cose insensate e nocive, ma i più vedono solo le prime o solo le seconde.
Quante falsità e sciocchezze si dicono per negare e nascondere l'ignoranza, l'egoismo, la sopraffazione e la violenza!
Ci sono tre diversi tipi di eroi: gli eroi dell'obbedienza, quelli della ribellione e quelli della creazione di nuove regole.
La vita è un mega-problema, cioè una enorme quantità di problemi tra loro correlati, e ognuno di essi è un bisogno da soddisfare.
Particolari combinazioni di parole possono agire sulla psiche come psicofarmaci e droghe, causando cambiamenti temporanei o permanenti.
Da sempre l'uomo approfitta della sua superiorità fisica e politica rispetto ad altri per imporre loro la sua volontà e ottenere da loro ciò che desidera.
Molti media, assecondando i desideri del pubblico, spiegano ciò che la gente fa, ma non perché lo fa, né se ciò che fa sia giusto, né se sia migliorabile.
L'uomo ha un bisogno fondamentale di interagire con i suoi simili. Questo fatto spiega e dà un senso a tante interazioni sociali apparentemente assurde.
Perché l'uomo desidera conoscere e imparare? È un bisogno fine a se stesso o è strumentale per soddisfare altri bisogni? Propendo per la seconda ipotesi.
Un detto popolare afferma che "chi non piscia in compagnia, o fa il ladro o fa la spia". Per l'uomo comune l'affermazione è valida sostituendo a "pisciare" qualunque altro verbo.
Più che «gettati nel mondo» (espressione di Martin Heidegger), siamo gettati in una società dove circolano persone sospette, come lo stesso Heidegger, che ci parlano in modo inutilmente astruso.
Le transazioni interpersonali servono a trasmettere beni, servizi e informazioni, piaceri e dolori, a cooperare e a competere, a stabilire condivisioni e non condivisioni, secondo certi modelli culturali.
Uccidere qualcuno per qualunque motivo è un crimine infinitamente più lieve che condannare qualcuno all'inferno per l'eternità per qualunque motivo. Qui sta l'infinita ingiustizia e malvagità del dio di Abramo.
Solo ciò che è casuale è libero. Tutto il resto è soggetto a leggi o logiche non casuali, cioè predefinite. In tal senso il libero arbitrio è libero solo nella misura in cui è casuale, ovvero nelle sue componenti casuali.
Abbiamo tutti bisogno di essere approvati, perciò consideriamo (consciamente o inconsciamente) nemici coloro che non ci approvano. D'altra parte per diminuire il rischio di essere disapprovati tendiamo ad essere conformisti.
Gli animali rapaci di solito non attaccano gruppi di prede ma solo animali isolati. Anche per questo gli esseri umani cercano di muoversi all'interno di gruppi e di presentarsi come membri di gruppi piuttosto che come individui soli.
Gli umani si differenziano anche per la dimensione del proprio vocabolario, cioè per il numero di lemmi e per la lunghezza e la varietà delle definizioni degli stessi. È il vocabolario che usano per pensare e per comunicare con gli altri.
Assistere ad eventi sportivi agonistici per molti è eccitante perché fa risuonare lo spirito competitivo che è nella natura umana. Assistervi in massa è ancora più eccitante perché fa risuonare lo spirito comunitario che è pure nella natura umana.
In ogni cambiamento di definiscono tre stati: (1) prima del cambiamento, (2) durante il cambiamento, (3) dopo il cambiamento. In ognuno di tali stati si possono provare sentimenti (piacere e dolore) diversi rispetto a quelli che si provano negli altri stati.
Spesso provo una pulsione a partecipare a un rituale. Ne ho bisogno per sentimi umano tra umani. Lo chiamerei bisogno di ritualità. Purtroppo i rituali proposti dalla società mi sembrano stupidi e assurdi, per cui li rifiuto, col risultato di sentirmi solo e frustrato.
Il fatto che l'intelligenza, o meglio, le intelligenze di una persona non si possano misurare, non impedisce che esistano notevoli differenze nei relativi gradi da persona a persona, e che ognuno di noi li misuri intuitivamente, consciamente o inconsciamente, in modo del tutto arbitrario.
Di norma, gli esseri non viventi sono formati e regolati solo da energie; quelli viventi, da informazioni connesse con energie. I computer sono un'eccezione, in quanto sono regolati da informazioni connesse con energie, ma non sono viventi. O meglio, sono quasi viventi essendo (per ora) incapaci di riprodursi.
Anche l'irrazionale ha una logica. E ogni logica è razionale. In altre parole, l'irrazionale non esiste. Tutto è razionale, anche ciò che troviamo assurdo perché non riusciamo a capirne il senso o le cause. Ciò che chiamiamo irrazionale è qualcosa che segue una logica diversa dalla nostra e che non riusciamo a capire.
Non si può convivere né cooperare senza rispettare delle regole. Il problema è: quali regole, e chi le stabilisce. Ognuno vorrebbe contare il più possibile nella definizione delle regole, ma solo i più potenti contano in tal senso. Di conseguenza ognuno vorrebbe (consciamente o inconsciamente) essere più potente possibile rispetto agli altri.
Il libero arbitrio, se esiste, consiste nella capacità di scegliere se seguire o no le proprie motivazioni, se andare avanti guidati dai propri demoni o fermarsi, se assecondare certi automatismi o arrestarli, o, per essere più precisi, decidere quali automatismi consentire e quali inibire. Perché, in ogni caso, qualunque cosa facciamo è il risultato dell'azione di uno o più automatismi, consci o inconsci.
L'uomo tende (geneticamente) a credere nelle storie che gli altri gli raccontano. La credenza è tanto più radicata, quanto più numerosi sono i narratori di una stessa storia, quanto più spesso le narrazioni vengono ripetute, e quanto minore è l'età in cui uno comincia a udirle. Solo un'educazione alla critica, alla diffidenza e al sospetto, e un temperamento ribelle possono attenuare la naturale credulità umana.
Suppongo che la mente serva a stabilire in quale misura una certa cosa (oggetto, persona, azione, idea, evento, opzione, luogo, posizione ecc.) possa soddisfare o frustrare i bisogni del corpo a cui appartiene, e ad imparare ad accrescere e a migliorare tale capacità. Infatti, ritengo che la mente sia un organo del corpo sviluppatosi nel corso dell'evoluzione per favorire e facilitare la salute e la riproduzione del corpo stesso.
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